Le 5 Stelle del nostro programma del 2015

 

TURISMO e CULTURA

Due temi inscindibili e che saranno il motore trainante per il futuro della CARINI A 5 STELLE.

Un patrimonio immenso fatto di grotte e aree archeologiche di tutte le epoche: preistoria, sicani ed elimi, greci, romani, bizantini, arabi. Monumenti che tutti ci invidiano: un'intera città romana con splendidi mosaici da mettere in luce, le catacombe paleocristiane più estese della Sicilia, uno dei castelli più grandi e meglio conservati dell’Isola, una ventina di chiese una più bella e più ricca dell'altra, 7 conventi, torri di avvistamento medievali…, 2 Riserve Naturali regionali (Grotta di Carburangeli e Grotte dei Puntali), 2 siti di interesse comunitario (SIC e ZPS), senza dimenticare i 9 chilometri di costa.

In tutta questa ricchezza già operano, timidamente, B&B, affitta camere ed un solo albergo. Il concetto di “Albergo Diffuso” (legge regionale fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, a ragion veduta definita la “Prima legge a 5 Stelle d’Italia) ben si adatta alle caratteristiche della nostra Carini ed una corretta gestione e valorizzazione delle risorse può diventare il volano di una crescita economica costante.

Carini già oggi è in grado di offrire percorsi turistici completi, che costringerebbero il turista a rimanere nel territorio per almeno 2 giorni. Per questo abbiamo pensato alla “Carini Card”, che mette in rete tutte le attività carinesi del settore.

  • Area Archeologica di San Nicola
    • Anni di pastoie burocratiche hanno portato finalmente all’istituzione del vincolo archeologico nell’area cosiddetta di San Nicola (proposto nel 1997 ma definito soltanto nel 2012) ed oggi i proprietari dei terreni vincolati sono pronti a costituirsi in consorzio per dare vita al primo esperimento di “parco archeologico privato” della Sicilia, ovviamente sotto le direttive e la sorveglianza della competente Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo. Negli anni scorsi sono stati avviati i primi timidi tentativi interlocutori tra protagonisti (Assessorato Regionale ai Beni Culturali, proprietari terrieri, Università, sponsor) i quali non hanno mai avuto un supporto da parte delle amministrazioni comunali che man mano si sono succedute. L’area archeologica sarebbe il naturale completamento del circuito che vede insieme la necropoli di Ciachea del II millennio a. C. (da anni espropriata e mai valorizzata), la necropoli di Manico di Quarara all’interno dell’area di Santa Venera e le Catacombe di Villagrazia di Carini.
  • Sistema museale civico
    • Museo Paleontologico e Archeologico. Identico percorso a quello per l’area archeologica è stato seguito per l’istituzione di percorsi museali legati alla storia del territorio carinese: i magazzini del Museo Regionale Archeologico “Salinas” e quelli del Museo Paleontologico “Gemmellaro”, ambedue di Palermo, traboccano di reperti provenienti da Carini e che mai troveranno spazio per l’esposizione. Materiali che potrebbero essere “prestati” per lunghi periodi alla Città di Carini se questa si dotasse di una struttura idonea a tale compito. Si è già trattata negli anni scorsi la piena disponibilità da parte delle due istituzioni a procedere in tal senso… come sempre è mancata la volontà politica del fare. I locali dell’ex Convento dei Domenicani ben si prestano ad un tale uso. Sono stati, tra le altre cose, oggetto di una valida tesi di laurea per una loro conversione in struttura museale che ne ha evidenziato la fattibilità dell’opera.
    • Già presso la Biblioteca Comunale è attivo un “primo nucleo” di quello che potrebbe essere un museo civico. Ma la Biblioteca, anche per il ricco patrimonio librario antico posseduto (oltre 8.000 volumi tra 1500 e 1800), deve essere una struttura a se, al massimo implementata da una pinacoteca e con un’area espositiva temporanea legata ad iniziative di valenza.
    • Museo Etnoantropologico. Altri locali dimenticati e mai interessati da nessuna amministrazione: quelli dell’ex convento dei Cappuccini, che ben si prestano alla creazione di un museo della civiltà contadina e di quello che fu un tempo Carini. Esiste già una buona collezione di materiali, raccolti negli anni da volontari nella speranza che prima o poi qualcuno capisse la loro importanza. Come sempre mancavano i locali e la volontà di fare…
    • Castello La Grua Talamanca. Mai gestito nel suo reale potenziale. Va trasformato in una Fondazione, che ne consenta una più snella e funzionale gestione. Ad oggi è sguarnito di personale (un paio di dipendenti precari che fanno i salti mortali per tenerlo aperto…), abbandonato al suo destino senza alcuna valorizzazione della sua storia, non solo come castello e nucleo fondante della città, ma anche per la storia della Baronessa di Carini. Al suo interno non esistono percorsi didattici, c’è solo qualche fotocopia sbiadita che indica in quale stanza ci si trovi, non esistono arredi e quei pochi pezzi esistenti, peraltro importantissimi (un Horus egizio del III-II secolo a.C.; un bassorilievo di Eros forse del II sec. d.C. un tempo nella fontana; una statua della Madonna con Bambino degli inizi del 1500; lo stemma della famiglia in marmo probabile opera di Giacomo Gagini) si trovano custoditi e non visibili in una stanzetta della Biblioteca Comunale. Il Castello La Grua Talamanca deve diventare il museo di se stesso ed essere utilizzato soltanto per eventi legati alla sua storia ed a quella della Sicilia, oltre cha a manifestazioni di alto livello, non certo per le riunioni di questo o quel politicante o associazione.
  • Chiedi chi erano i Beat… dall’Isola di Wight a Carini
    • Carini ha una gloriosa tradizione musicale legata agli anni ’60 e seguenti. Il famoso gruppo di “Nico e i Gabbiani”, che nel 1967 vinse il “disco d’oro” con la canzone Parole, era tutto carinese ad eccezione del cantante Nico. Numerosi gruppi musicali carinesi girovagavano per la Sicilia in quegli anni e questo ci ha spinti a pensare ad un evento culturale di richiamo che deve diventare il marchio dell’estate carinese. A sviluppare l’idea-progetto abbiamo chiamato Ninni Arcuri, uno dei massimi esperti nel settore nonché organizzatore di grandi eventi. Da lì nasce l’idea di un Festival Beat spalmato su tutta la stagione estiva con eventi musicali, talk show, cineforum, moda, mostre, teatro d’avanguardia e gastronomia. Gli anni ’60 sono quelli rimasti più impressi nella cultura italiana e, non si sa perché, tutti conoscono le canzoni di quei tempi, anche i ragazzini moderni. Il Festival vedrebbe coinvolto tutto il paese, in ogni suo angolo, non sarà l’evento della Piazza, ma l’evento di Carini: mostre mercato di modernariato, motoraduni (Vespa ed Harley su tutti…), esibizioni di musica beat, gare di karaoke, palcoscenico aperto ai nostalgici. Un evento unico nel suo genere, ripetuto negli anni, ma sempre nuovo ed originale nella sua ripetitività!

 

AMBIENTE

Area di importante rilevanza nel territorio carinese, che ne determina lo sviluppo ed il buon vivere dei cittadini. In questi anni il territorio ha subito pesanti cambiamenti che ne hanno stravolto non solo l’aspetto ma anche il livello minimo di funzionalità, con una drastica riduzione delle risorse naturali a disposizione dei suoi abitanti. Per tale motivo compito della nuova amministrazione sarà quello di riordinare e recuperare quanto ancora possibile.

 

  • Rifiuti
    • Le nostre iniziative saranno legate alla strategia ZERO WASTE – Rifiuti Zero, che prevedono la drastica riduzione della produzione di rifiuti fino ad arrivare alla quasi totale eliminazione di qualunque tipo di rifiuto. Sarà applicata la regola delle 4 R: Riduco, Riutilizzo, Recupero e Riciclo. L’attuale sistema di smaltimento dei rifiuti ha portato all’incremento spropositato della tassa locale sul servizio raccolta e smaltimento (intanto divenuta tariffa), cresciuto di oltre il 500% negli ultimi 10 anni, con un continuo peggioramento del servizio. Per ovviare a tutto ciò saranno inizialmente realizzate 6 Isole Ecologiche sul territorio, dove i cittadini potranno conferire quanto raccolto in maniera differenziata presso il proprio domicilio e/o attività produttiva; tale materiale verrà pesato e convertito in “punti equivalenti” che consentiranno nell’arco dell’anno solare ad una riduzione della tariffa dovuta per il servizio (con l’obiettivo minimo del 50% entro il primo anno solare di raccolta). Ulteriori riduzioni sono previste per chi effettuerà il compostaggio domestico. Presso le Isole Ecologiche saranno attivi centri di raccolta per ingombranti e centri per il recupero e riuso dei materiali, questi ultimi permetteranno di sottrarre dallo smaltimento oggetti ancora utilizzabili, magari eliminati dal cittadino solo perché obsoleti o soggetti a piccoli guasti. Nei centri di recupero e riuso saranno impegnati coloro che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro (lavoratori in mobilità, cassintegrati, volontari). Due (2) delle Isole Ecologiche (una per Carini alta ed una per Villagrazia di Carini) avranno anche una funzione didattico-educativa e funzioneranno in connessione con le scuole del territorio, oltre ad essere laboratori aperti alla libera collaborazione di artisti ed associazioni. Nelle aree più densamente popolate sarà invece attiva la raccolta differenziata “porta a porta”, ma sempre con la possibilità della pesatura di quanto conferito e della relativa riduzione della tariffa dovuta.
    • Ulteriore strumento di riduzione rifiuti e recupero delle risorse è quello legato al recupero delle acque del territorio. Già il Mongitore nel 1700 decantava le acque di Carini e la purezza delle sue sorgenti. Oggi Carini vive invece una situazione di emergenza idrica con una scarsa qualità delle sue acque potabili, che ha portato ad un aumento spropositato nei consumi di acque minerali con un conseguente aumento di inquinamento ad esso legato (bottiglie di plastica, trasporti, aree di stoccaggio spesso al sole, continua necessità di reperimento, ecc…). E’ intenzione dell’amministrazione istituire le “Case dell’Acqua”, punti di erogazione di acqua “potabilizzata” attraverso idonee apparecchiature, dove i cittadini potranno approvvigionarsi di acqua di qualità (anche gasata) in quota parte gratuitamente e per quantitativi maggiori al costo di pochi centesimi al litro. Questo comporterà una riduzione di almeno il 15% dei rifiuti prodotti dai cittadini (sono circa 3.000 le tonnellate di plastica all’anno che vanno in discarica per un costo di smaltimento di oltre 250.000 euro).
  • Randagismo
    • In questi ultimi 10 anni il comune di Carini ha speso ingenti risorse per combatte il fenomeno del randagismo (oltre 600.000 euro) ed il fenomeno invece di diminuire è aumentato a dismisura. Nonostante l’anagrafe canina sia obbligatoria dal 2008, pochissimi sono i cani dotati di microchip identificativo. La nostra idea è legata alla nostra Baronessa di Carini ed alla famosa frase “Cani Carinisi…”, da lì partiamo… “Cani Carinisi” perché i cani sono altri abitanti di Carini, numerosi e con pochissimi servizi, come tutti gli altri. Fondamentale è la conoscenza della popolazione canina sul territorio, per tale motivo è necessario far interagire e potenziare l’anagrafe canina con il SIT-GIS (Sistema Informativo Territoriale – Geographic Information System) in modo da avere cognizione di cosa e dove è presente nel territorio. Una efficace campagna di microcippatura di tutti gli animali presenti sul territorio (non solo cani, ma anche colonie di gatti, pecore, mucche, maiali…) consentirà di applicare le politiche più corrette per risolvere i problemi che si sono manifestati e si manifestano ancora oggi. Una seria campagna di informazione, prevenzione e sterilizzazioni, mettendo insieme pubblico (ASP) e privato (ambulatori veterinari del territorio, associazioni animaliste e scuole). Per il prosieguo: la card “Cani Carinisi”, che vede partner del progetto il Comune di Carini, l’ASP, gli ambulatori veterinari ed i venditori di prodotti per animali, tutti insieme in un protocollo di intesa in chiave di agevolazioni. Se adotti un cane randagio di provenienza certificata carinese, il comune ti riconosce una riduzione annuale importante su una tassa locale (tipo la TARI), l’ambulatorio veterinario ti agevola sui costi dei vaccini (ed in cambio riceve anch’esso dal comune una riduzione sulla sua TARI) e l’attività commerciale di prodotti per animali ti applica degli sconti sui mangimi (e anch’essa riceve una riduzione sulla TARI). Per il comune è comunque un risparmio importante (centinaia di euro in meno di spese a carico dei cittadini per gestione del cane in canile sanitario, costi per eventuale incidente provocato dal cane randagio, o centinaia di euro per rimuoverne la carcassa in caso di morte). In accordo con alcune associazioni animaliste stiamo individuando un’area dove realizzare un rifugio per cani ed uno per gatti, e stiamo pianificando i costi per il suo funzionamento. Saranno trovate forme di incentivo per quei cittadini che manterranno il cosiddetto “cane di quartiere”.

 

  • Mare
    • Eliminazione immediata degli scarichi fognari comunali che ancora vanno a mare. La stazione di sollevamento di Contrada Predicatore è in funzione già da 2 anni e non si capisce per quale oscura ragione gli scarichi della via Mattarella (Villagrazia Ovest) e del torrente Noce-Vernagallo (parte del centro storico di Carini e Villagrazia Est) vanno ancora a finire a mare, quando invece con poche centinaia di euro di spesa possono essere convogliate al depuratore di Ciachea. Identica situazione per gli altri scarichi presenti nella fascia costiera, tra tutti quelli in corrispondenza della via Aquila e nei pressi del complesso di Riva Smeralda, per i quali non si è mai voluto nemmeno cercare i responsabili.
    • Bonifica vera della costa, con il completamento delle demolizioni ma non di facciata (ovvero solo ciò che si vede nel sopra-terra) ma anche delle fondazioni, che consentiranno al mare un ripascimento naturale delle spiagge, sempre più erose a causa della presenza del cemento. Zonizzazione delle aree da recuperare e conseguente razionalizzazione degli spazi.
    • Immediata approvazione del PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo) ed affidamento esclusivo a cooperative di servizi che si occupino della “libera fruizione del mare”. Istituzione obbligatoria di una area attrezzata per l’accesso al mare per i disabili, per i quali abbiamo già la speciale sedia per l’accesso in acqua.
  • Montagna
    • Riqualificazione di tutte le aree SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona Protezione Speciale) delle nostre montagne: Montagna Longa, Monte Saraceno, Monte Pecoraro, capaci di attrarre investimenti comunitari (Rete Natura 2000, Direttiva Habitat, Direttiva Uccelli) ma mai attenzionate da nessuna amministrazione comunale. Nelle nostre montagne vivono specie rare: oltre 45 specie di orchidee selvatiche, l’Aquila del Bonelli (16-19 coppie censite in tutto il Mediterraneo), il Gracchio Corallino… Tutte specie di interesse comunitario e che attraggono un turismo di qualità, oltre a risorse per la loro salvaguardia e protezione. Ciò consentirebbe l’impiego per lungo tempo degli operai stagionali in forza alla cosiddetta “Forestale”, senza i continui ricorsi alla stagionalità del lavoro.
  • Agricoltura e pastorizia
    • Un tempo fonti primarie di reddito per i carinesi, oggi ridotte a sparute aree. Compito dell’amministrazione sarà quello di salvaguardare la specificità di quanto ancora rimane del mondo agricolo nel territorio, incentivando con la riduzione delle imposte locali, quei proprietari che vorranno ancora produrre nel territorio, aiutandoli nello specifico nella commercializzazione dei prodotti locali. Da anni il Comune di Carini ha definito le aree per il Mercato Agricolo ed il Mercato del Contadino, le ha regolamentate ed ha completato il processo autorizzativo per la vendita. Ha solo dimenticato di avvisare i produttori locali ed a creare le condizioni idonee ad avviare tutte quelle procedure che consentissero a chi produce di poter vendere direttamente ai cittadini i propri prodotti.
  • Energia
    • Carini ha aderito al PAES per la riduzione delle fonti inquinanti e la riduzione della produzione di CO2. Sono in itinere la collocazione di impianti fotovoltaici sopra i tetti di alcuni plessi scolastici, ma ciò non basta. E’ necessario che tutti gli uffici pubblici vengano rivisti in chiave di ottimizzazione dei consumi energetici, con l’adozione di illuminazione a led, ottimizzazione dei consumi per il riscaldamento e raffreddamento dei locali, coibentazione, riduzione dell’uso della carta per la produzione degli atti comunali e le comunicazioni con i cittadini. Tali buone pratiche andranno estese al mondo della scuola ed ai cittadini di Carini, anche con l’incentivazione economica legata al risparmio sui tributi locali.

 

ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

Sarà una delle risorse-ricchezze del nostro programma. Con questo non vogliamo limitarci alla classica formazione scolastica, ma partire da lì…

  • Un nuovo plesso scolastico nel Centro Storico di Carini
    • Per dare dignità ad una scuola ancora oggi ospitata in una struttura del 1600, un ex convento di monache di clausura le cui celle sono stata trasformate in classi. Abbiamo già individuato l’area dove far sorgere il nuovo plesso scolastico, che sarà una copia della migliore struttura scolastica presente nel nostro territorio: l’istituto “Laura Lanza”. Classi ampie e funzionali, 2 palestre, auditorium al coperto ed all’esterno, campetto polivalente, laboratori. Tutto quello che una scuola deve avere. E nel centro storico di Carini. Le risorse le prenderemo dai fondi per l’edilizia scolastica messi a disposizione dal Governo nazionale, ai quali Carini non accede per mancanza di progetti esecutivi e destinazione d’uso specifica di aree nel territorio.
  • “San Vincenzo” (oggi istituto “Falcone”)
    • liberata dalla scuola potrebbe essere riconvertita in uno spazio polivalente legato alla cultura, una sorta di “incubatore culturale”. Noi ci vediamo bene una scuola di alta formazione di restauro (in tal senso abbiamo già contatti con il Centro Regionale del Restauro della Regione Siciliana); uno “spazio musica” dove i vari enti formatori del territorio (ad esempio la Banda Musicale, l’Accademia Musicale Mediterranea o gli Amanti della Musica Lirica…, tutti insieme ovviamente) possano liberante operare, magari con una sala di incisione; un laboratorio teatrale… La struttura c’è, ha le caratteristiche adatte, le associazioni ci sono pure… Al comune il compito di trovare le risorse (non moltissime) per fare di tutto ciò un incubatore di idee…
  • “Guttuso” Villagrazia di Carini
    • Ampliamento della struttura scolastica centrale di Villagrazia di Carini per ottimizzarne le funzionalità. Oggi l’Ist. Comprensivo “Guttuso” è frammentato in 5 plessi (a breve 6 con la costruenda struttura del Bivio Foresta), di cui 3 in affitto da decenni. L’area attorno al plesso centrale consente ancora oggi la realizzazione di nuovi locali, evitando così a genitori con più figli in età scolare di dover percorre chilometri per recuperare i figli tra un plesso e l’altro. L’Istituto “Guttuso” ha 1 sola palestra, non ha un auditorium, non ha spazi polivalenti al suo esterno… E’ una scuola che va migliorata e potenziata, le risorse ci sarebbero, ma non vengono chieste per mancanza di progettualità, e si ricorre sempre più spesso al volontariato quando invece dovrebbe essere il comune a dare i servizi necessari e le risorse per farli funzionare. Mettere in rete tutti gli istituti scolastici del territorio sarà la nostra scommessa, per una migliore offerta formativa per i cittadini di domani. Impegno per ripristinare il tempo prolungato nella scuola primaria e secondaria, valorizzazione degli istituti scolastici e del personale docente, con la restituzione degli spazi laboratoriali alla scuola (eliminati per fare spazio alle classi), formazione per adulti (prendendo spunto dagli ottimi risultati raggiunti dal Corso Serale dell’alberghiero), quest’ultima volano per nuove professionalità.
  • Ri.MED.
    • Interazione degli istituti formativi del territorio con il mondo del lavoro. Pensiamo al futuro, pensiamo a quando fra pochissimi anni sarà operativo il Centro di Ricerca Biomedica Ri.MED. ed il nostro paese non ha pensato alle potenzialità che questa struttura porterà. Nessuno si è attivato per programmare protocolli di intesa tra gli istituti formativi del territorio e la Fondazione Ri.MED., all’interno della quale saranno necessarie figure professionali non solo biomediche ma anche tanti lavoratori che dovranno conoscere le lingue straniere, che dovranno occuparsi dell’accoglienza, che dovranno cucinare piatti particolari per gli oltre 300 ricercatori del centro. Nessuno ha pensato che gli 8 laboratori di altissima specializzazione porteranno un indotto di sviluppo di potenziali aziende tecnologiche, biomediche o farmaceutiche legate ai brevetti che Ri.MED. attuerà. E noi abbiamo una Zona Industriale in una posizione invidiabile ma sempre più trasformata in CeDi (centri distribuzione merci) e aree commerciali di dubbia valenza. Noi pensiamo ad una Zona Industriale che torni ad essere luogo di produzione tecnologica e non solo. Ri.MED. è una grande occasione, ma nessuno dei politicanti locali lo ha capito o ne parla, nessuno in questi anni, ha seguito l’evolversi della vicenda ed ha pensato a cosa farne sul territorio. Noi abbiamo le idee chiare.
  • De.Co.
    • Ci sono produttori che negli anni hanno scommesso nel territorio e per questo meritano di essere tutelati e valorizzati dal Comune, inteso come entità amministrativa. Per questo motivo sarà istituita la DE.CO. ovvero la Denominazione Comunale d’origine. La Denominazione Comunale d'origine (a differenza dei marchi Dop, Igp e Stg) non è un marchio di qualità. È un'attestazione comunale, un certificato notarile che viene approvato a seguito di delibera comunale e contrassegnato dal sindaco e che attesta che un determinato prodotto è un prodotto tipico e caratteristico di quel territorio comunale e ha un valore identitario forte per quella comunità. Il certificato De.Co. può essere rilasciato a un prodotto alimentare e a una ricetta, ma anche a un prodotto dell'artigianato locale, a una festa, una fiera, una sagra, o una certa pratica. E’ previsto dalla L. 142/90 e dal 2002 dall’ANCI. Per questo pensiamo a tutelare i nostri prodotti a marchio Carini.
  • Commercio di vicinato e centri storici di Carini e Villagrazia
    • Va rivalorizzato il Centro Commerciale Naturale di Carini centro e ne va istituito uno anche a Villagrazia di Carini. Da parte dell’amministrazione comunale saranno messe in atto delle pratiche virtuose, di concerto con chi vuole investire nei due centri storici carinesi, che porteranno all’istituzione di due Zone Franche Urbane comunali che prevedono una forte riduzione dei tributi locali per chi investe nelle attività commerciali lì localizzate ed assume personale locale.

 

TERRITORIO

La pianificazione dello sviluppo del territorio è la base di partenza per una corretta gestione dello stesso. A Carini l’ultimo, e unico, Piano Regolatore è stato approvato nel 1983. In parte disatteso, è in attesa di revisione dal 1997… In questi ultimi 20 anni Carini è cresciuta di oltre 15.000 residenti, mentre le ultime strutture pubbliche programmate ed in fase di realizzazione risalgono al 1997 (plesso scolastico di contrada Bivio Foresta), per il resto soltanto edilizia privata e nessun servizio.

Carini è l’unico comune d’Italia a non avere un “parco”; a non avere spazi ludici per i bambini; a non avere, nonostante 9 km di costa, un tratto di mare balneabile e fruibile.

Noi pensiamo che la vivibilità di un territorio nasca dalla sua pianificazione e riqualificazione. Carini vanta un patrimonio immobiliare di oltre 25.000 costruzioni, molte delle quali da ristrutturare o riqualificare anche dal punto di vista energetico. Una mirata politica di recupero del patrimonio edilizio esistente porterebbe al rilancio economico di varie categorie professionali, ad un aumento del valore degli immobili e ad un conseguente sviluppo dell’indotto produttivo legato al settore.

  • Edilizia
    • Potenziamento dell’ufficio Sanatoria Edilizia per consentire l’evasione di tutte le pratiche di ancora giacenti (oltre 8.000). La sola evasione delle pratiche, con il conseguente rilascio delle concessioni edilizie, porterebbe nelle casse del Comune oltre 25.000.000 di euro, da utilizzare nella realizzazione delle opere primarie di urbanizzazione: fognature, illuminazione pubblica, strade…
    • Immediata presentazione al Consiglio Comunale del Piano Regolatore Generale chiuso nei cassetti del palazzo da almeno un paio di anni. Variante Generale al Piano ormai inutilizzabile in quanto “vecchio” di quasi 20 anni e con la maggior parte dei servizi previsti (strade, scuole, impianti sportivi, ecc.) cancellati da concessioni edilizie e varianti approvate in questi anni sul vecchio piano.
  • Inquinamento
    • Carini è stata trasformata in una immensa discarica anche di amianto. Tonnellate di eternit giacciono per strada o in luoghi di abbandono, ed altre tonnellate si trovano ancora tra solai, serbatoi, canne fumarie e coperture. La Regione Siciliana nel 2014 si è finalmente dotata di una legge specifica, che finanzia il censimento e la bonifica del territorio da questo pericolosissimo inquinante. E’ compito della nuova amministrazione provvedere immediatamente al censimento (sono previsti appositi fondi regionali) di tutti i siti con amianto ed alla loro bonifica (anche per questo sono previsti fondi regionali, ma nessuno li ha mai chiesti).
  • SIT-GIS (Sistema Informativo Territoriale – Geographic Information System)
    • Immediata interazione ed integrazione del SIT-GIS elaborato dalla ripartizione Urbanistica in questi anni con tutte le banche dati degli uffici comunali. Questo consentirà anche l’incrocio di migliaia di dati per la lotta all’evasione tributaria locale (rifiuti, IMU, TASI, finte residenze, destinazioni d’uso fasulle…) e ad una conoscenza capillare del territorio che consentirà di far pagare le tasse a tutti e quindi di ridurle seriamente a tutti. E’ prevista la digitalizzazione di tutti gli uffici comunali e la possibilità che tutti i cittadini possano interagire con gli uffici comunali direttamente da casa, con un codice univoco personale che fungerà anche da PEC (Posta Elettronica Certificata), con notevole risparmio di costi e tempi per le comunicazioni.
  • Tributi
    • Potenziamento di quello che è il cuore di tutto il comune. L’applicazione di buone pratiche di amministrazione consentirà la riduzione delle tasse locali, purtroppo evase da troppi e pagate da pochi. Il miglioramento dei servizi di accertamento, il cambio totale di tutti i regolamenti comunali sulle tasse locali che vada incontro ai cittadini, la rateizzazione delle tasse locali (ICI, IMU, TARSU, TARI, TASI) con sanzione ridotta per chi in passato non ha versato quanto dovuto. Nuovo sistema di accertamento digitale che consenta al comune ed al cittadino di essere in armonia, evitando di ricorrere alla riscossione tramite agenti esterni. Istituzione del “Baratto Amministrativo”, previsto dalla L. 164/2014, ovvero della riduzione delle tasse locali in cambio di prestazioni di servizio.

 

SERVIZI

Ci sarebbe da commentare: “questi sconosciuti…”! Una città che ha raddoppiato il proprio numero di abitanti in 20 anni, senza alcuna pianificazione, sta diventando sempre più invivibile. Ciò di cui noi oggi godiamo è frutto di programmazione del passato, in buona parte dei primi anni ’80, quando Carini contava meno della metà della popolazione odierna. Compito della nuova amministrazione sarà invertire questa tendenza, utilizzando le risorse dimenticate all’interno degli uffici comunali, intanto riorganizzando la pianta organica comunale ed ottimizzandone i servizi.

  • Personale
    • Piano di stabilizzazione progressiva per il personale precario che da oltre 25 anni è in servizio presso il comune in sostituzione di chi andrà in pensione e per colmare i vuoti in organico. Il comune di Carini ha avuto questa occasione già 2 volte negli ultimi anni, ma mai ha approfittato. Al momento al Comune di Carini la pianta organica, compresi i precari, è fortemente sottodimensionata. La sola Polizia Municipale, a fronte delle previste 46 unità in pianta organica (circa 90 a norma di legge nazionale) ne ha meno di 20. Un comune sottodimensionato per personale (130 dipendenti a tempo pieno + 103 precari a metà orario) di quasi la metà del personale, può offrire ovviamente servizi ridotti. Per questo vanno cercate nuove risorse (ed in questo caso recuperando l’evasione tributaria) da investire nel personale e quindi nei servizi ai cittadini.
  • Asilo Nido
    • Chiuso per mancanza di fondi. In realtà chiuso perché si è lavorato per questo. Una struttura che costa oltre 300.000 euro l’anno non può permettersi di incassarne circa 50.000, non ha un minimo di sostenibilità economica. L’asilo nido è un servizio rivolto prevalentemente alle mamme lavoratrici ed a queste deve essere garantito che funzioni in orari compatibili con il proprio lavoro. Era uno dei servizi d’eccellenza che Carini vantava, va assolutamente riaperto e rapportato sul territorio con i servizi (ed i costi) che è in grado di offrire. Sarà priorità dell’amministrazione comunale operare in tal senso.
  • Parchi gioco e spazi per i giovani
    • Nota dolente da sempre della Città di Carini. Ci sono decine di spazi pubblici abbandonati al proprio destino e, in contemporanea, decine di associazioni che da anni chiedono di averle in affido, senza però ottenere mai una risposta. Ogni spazio verde del territorio sarà messo a bando gratuito per la realizzazione di servizi a bambini e minori. Abbiamo studiato dei percorsi sicuri per la realizzazione di qualche decina di chilometri di piste ciclabili, dal lungomare a Villagrazia di Carini fino alla Zona PEEP. Le principali scuole del territorio dovranno essere raggiungibili in sicurezza con percorsi pedonali e ciclabili.
  • Sport
    • Gli impianti sportivi del territorio da troppi anni sono oggetto di mercanteggiamento politico. Va potenziata la figura della Consulta dello Sport a cui demandare l’autogestione da parte delle associazioni sportive del territorio degli impianti, dando priorità a quelle associazioni che competono in campionati maggiori e coinvolgono un maggior numero di utenti. Compito dell’amministrazione comunale è vigilare sul rispetto delle regole e delle pari opportunità, che devono essere garantite a tutti, siano essi associazioni sportive che cittadini.
  • Mobilità
    • Il sistema di mobilità del territorio sarà totalmente rivisto in chiave di mobilità sostenibile. Carini ha 3 stazioni metropolitane (Ciachea, Carini Stazione e Piraineto) quasi completamente scollegate con il sistema di trasporto urbano locale. Per questo la Stazione di Carini la pensiamo come il capolinea di tutto il sistema di mobilità, il luogo dove tutti arrivano e da dove tutti partono. Finalmente orari di autobus della linea urbana che interagiscono con gli orari dei treni e con quelli degli autobus per la città. Stessa operazione per la Stazione Piraineto, che dovrà essere dotata di una struttura di accoglienza e diventerà capolinea per le linee che vanno in direzione Trapani, che saranno raccordate con la linea urbana. Tutte le fermate metropolitane saranno integrate nel sistema delle piste ciclabili urbane (in Italia previsti fondi per circa 50 milioni di euro fino al 2020).
  • Cimitero
    • Va riqualificato l’esistente ed ampliato così come previsto in passato, non con un progetto da 10 milioni di euro (che tra l’altro non ci sono…), ma con una ottimizzazione dell’esistente, l’ampliamento verso quelle aree naturali e logiche (il perimetro vincolato da sempre...) e dotato di un impianto per la cremazione.

 

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